La possibilità di avere un supporto per una persona cara, anche solo per alcune ore al giorno o come presenza convivente, può rappresentare una risorsa preziosa. Una badante o un assistente familiare adeguatamente formato può infatti permettere alla persona anziana di continuare a vivere nella propria casa, mantenendo le proprie abitudini e garantendo al tempo stesso una maggiore tranquillità ai familiari.
Purtroppo, però, la realtà non sempre corrisponde alle aspettative. Può accadere che le capacità assistenziali della badante o il suo modo di relazionarsi con l’anziano siano molto diversi da quanto emerso in fase di colloquio o da quanto promesso da intermediari e conoscenti. Per questo è importante osservare con attenzione come la persona cara viene trattata e non avere timore di intervenire se qualcosa non convince.
Uno degli strumenti che alcune famiglie valutano, nel rispetto della normativa sulla privacy, è l’installazione di una telecamera in alcune stanze della casa, informando sempre la lavoratrice della sua presenza. Un controllo discreto può aiutare a verificare, almeno in parte, la qualità dell’assistenza e il modo in cui l’anziano viene accompagnato e sostenuto durante la giornata, offrendo maggiore serenità ai familiari e scoraggiando chi non svolge il proprio lavoro con serietà.
Dal punto di vista della preparazione le linee guida nazionali prevedono per le badanti percorsi formativi minimi di circa 70 ore, che comprendono sia contenuti teorici sia esercitazioni pratiche. Il possesso di un attestato di formazione non è una garanzia assoluta, ma rappresenta comunque un primo segnale di affidabilità e di impegno nel proprio ruolo; va precisato cne l’attesto non è obbligatorio e indica semplicemente che è stato svolto un corso; chi può fornire un supporto professionale sono gli Operatori socio Sanitari che hanno una formazione specifica e un diverso inquadramento contrattuale.
Un aspetto fondamentale riguarda poi la regolarità del rapporto di lavoro. Il primo consiglio è di assumere sempre la badante nel pieno rispetto delle norme di legge, con contratto regolare e contributi versati. In caso di controversie, infortuni o licenziamento, una situazione “in nero” espone la famiglia a sanzioni, spese legali e problemi che possono diventare molto pesanti da gestire, oltre a non tutelare la lavoratrice.
Se non si conosce già una persona di fiducia, può essere utile, almeno all’inizio, rivolgersi a società o agenzie specializzate, che selezionano personale con un minimo di qualifiche e referenze. Questo non elimina ogni rischio, ma permette spesso di ridurre i problemi burocratici e di avere un punto di riferimento in caso di difficoltà. Dopo uno o due mesi di prova sarà più semplice valutare se la persona inserita è davvero adatta e decidere come procedere.
È importante anche osservare con attenzione come la badante gestisce la persona anziana fuori casa. Capita purtroppo di vedere assistenti che, invece di offrire un sostegno corretto al braccio o alla schiena, “trascinano” la persona mentre magari sono distratte dal telefono, aumentando in modo significativo il rischio di cadute e fratture. Un’assistenza di qualità si riconosce anche da questi dettagli: movimenti lenti, attenzione all’equilibrio, ascolto dei tempi dell’anziano e presenza vigile in ogni spostamento.
